Giovani Democratici Velletri

         

Intervista al nostro Segretario su Primarie e attualità

I Giovani Democratici commentano le Primarie (intervista pubblicata sul settimanale online "Velletri Young Post")

Con estrema disponibilità Giorgio Zaccagnini, Segretario dei Giovani Democratici di Velletri, ha risposto ad alcune domande riguardanti il clima attuale nel nostro paese e commentato le Primarie del Centrosinistra che si sono appena concluse.

Qual è stato il ruolo dei Giovani Democratici nelle Primarie del Centrosinistra e quale candidato avete deciso di sostenere?
Come Giovani Democratici a Velletri abbiamo partecipato attivamente all'organizzazione delle Primarie del Centrosinistra, sia nella fase della registrazione, sia in quella successiva del voto. In questo senso la nostra è stata una volontà chiara di dimostrare con i fatti la nostra forza e la nostra serietà all'interno del Partito Democratico e da Segretario ne sono orgoglioso.
I Giovani Democratici non si sono schierati ufficialmente per un candidato, ognuno di noi ha fatto una scelta individuale e personale che va al di là del ruolo ricoperto all'interno dell'organizzazione giovanile, che è rimasta neutrale. Ci è sembrato il modo migliore di partecipare in una competizione del Partito, senza spendere il nostro simbolo per un candidato piuttosto che per un altro. Non sarebbe stato corretto. Adesso però siamo pronti a sostenere Pier Luigi Bersani.

Qual è stata invece la posizione del Pd Velletri nei confronti dei candidati alle Primarie e come sono i rapporti attuali con i Giovani Democratici?
Anche nel Partito Democratico di Velletri, esattamente come in tutta Italia, dirigenti, iscritti e simpatizzanti si sono schierati chi con Renzi, chi con Bersani, chi con Puppato, ma la scelta di quale candidato sostenere è stata individuale, com'è logico durante le Primarie. Questo non vuol dire che il Partito non è coeso, anzi: ora che ha vinto Bersani è lui il candidato di tutti a guidare il Pd e il centrosinistra al governo del Paese.
Quanto ai rapporti tra Giovanile e Partito, a Velletri sono molto buoni; col Segretario del Pd Luca Masi c'è un rapporto di stima reciproca. Da parte nostra sappiamo quanto il Partito conti sul nostro apporto, che non è mai venuto meno in nessuna circostanza. Rappresentiamo una forza importante all'interno del Partito e ne siamo orgogliosi. Veniamo poi da quattro anni e mezzo di amministrazione della Città e siamo fieri di aver contribuito come Giovani Democratici al cambiamento di Velletri sulla base di quel programma elettorale che arricchimmo di nostre storiche battaglie, una su tutte la riapertura del Teatro Artemisio.
Pensiamo quindi che l'amministrazione Servadio, nonostante le difficoltà economiche ereditate, abbia lavorato molto bene e per questo ci impegneremo affinché il centrosinistra possa restare al governo della Città.

Ora che Bersani ha vinto le Primarie, come pensi che affronterà le prossime elezioni e quali strategie adotterà per mantenere l’equilibrio interno al partito?
L'Italia oggi ha più che mai bisogno di serietà e competenza e credo che entrambe queste caratteristiche siano riscontrabili nella figura di Pier Luigi Bersani. Nella sua campagna elettorale i temi del lavoro, dei diritti civili, della scuola, solo per citarne alcuni, avranno sicuramente un ruolo primario. La vera sfida sarà quella di introdurre e rendere compatibili i concetti di uguaglianza ed equità con la strada del rigore tracciata dal governo Monti, che non può e non deve essere messa in discussione. Dispiace dirlo, ma la generazione dei nostri genitori non è stata sufficientemente lungimirante e purtroppo le conseguenze negative delle loro scelte si riverseranno interamente sulla nostra di generazione, che sta iniziando a pagare un prezzo altissimo.
Quanto agli equilibri interni, non vedo grossi problemi; una delle cose positive delle primarie è che alla fine producono un vincitore legittimato da milioni di elettori, il che basta a mettere tutti d'accordo, come dimostra anche il bellissimo discorso di Renzi. Inoltre Bersani in questi anni ha dato prova di essere un grande Segretario, ha saputo ascoltare e rendere partecipi tutti e i frutti si vedono: oggi il Partito Democratico è il primo e l'unico rimasto sulla scena politica.

In questo periodo di crisi diffusa, quali misure pensi che adotterà Bersani per far fronte al problema della disoccupazione giovanile?
In Italia quello della disoccupazione giovanile è un problema che c'è sempre stato e che con la crisi si è aggravato ulteriormente. Così chiaramente non si può andare avanti, in ballo c'è il futuro di una generazione e il nostro Paese non se lo può permettere. Uno degli obiettivi dichiarati di Bersani premier è quello tentare di invertire questo trend negativo, iniziando con ridurre drasticamente l'area della precarietà e con l'attivare politiche fiscali a sostegno dell'occupazione giovanile. C'è bisogno di sostenere e incentivare le imprese ad investire sui giovani, magari attingendo dalle Università italiane, secondo criteri obiettivi e prestabiliti che siano in grado di valorizzare il merito. Non dimentichiamo che l'Italia tradizionalmente ha sempre investito di più su chi un lavoro già lo ha, piuttosto che su politiche incentivanti la formazione e l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Uno sbilanciamento che va corretto. Bersani si impegnerà senza raccontare favole, lo ha ribadito lui stesso agli italiani: "non chiedo di piacervi, vi chiedo di credermi. Cercherò di dire le cose come sono e tutti insieme ne usciremo, con semplicità e con verità".
Io ci credo e sono pronto a metterci la faccia, il cambiamento questa volta è davvero a portata di mano.

Intervista di Silvia Becattini per Velletri Young Post, il nuovo settimanale online rivolto ai giovani.

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