Giovani Democratici Velletri

         

Arsenico a Velletri, i Gd intervistano il dott. Simone Esposito

È ancora viva la preoccupazione della popolazione veliterna riguardo il superamento dei limiti di arsenico nelle acque cittadine, in particolare di quelle utenze della Velletri Est, fornite dal Pozzo Le Corti, nel quale i valori non risultano ancora ad oggi rientrati nei 10 µg/l previsti dal D.Lgs. 31/01.

I Giovani Democratici di Velletri hanno richiesto un approfondimento qualificato riguardo le potenziali conseguenze che valori di arsenico compresi tra 10 e 20 µg/l  generano sulla salute umana.

È proprio un nostro concittadino, il Dott. Simone Esposito a rispondere alle nostre domande, un giovane dottore in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, il cui curriculum riporta esperienze lavorative presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e presso il Laboratorio Antidoping di Roma e che lo vede oggi impegnato in un dottorato di ricerca presso il Laboratorio Antidoping di Ghent, Belgio.

-       -Dott. Esposito, a cosa è dovuta l’abbondanza di arsenico nelle acque di Velletri, ed anche in altri territori laziali?

“La presenza dell’arsenico nelle falde acquifere di Velletri è dovuta alla presenza di terreni di origine vulcanica, tipici dei Castelli Romani e di altri territori regionali e nazionali, per loro composizione ricchi di questo metallo. L’acqua, nei suoi moti di infiltrazione dilava le rocce presenti nel suolo e “raccoglie” l’arsenico che si accumula nelle falde acquifere.

Non sono altre le motivazioni, in questo caso, come l’inquinamento di tipo industriale. Il fenomeno è, infatti, presente sia nei paesi industrializzati, con picchi prossimi a 1 milligrammo in alcune aree degli USA, sia in quelli in via di sviluppo, cito la particolarmente grave situazione del Bangladesh, dove si raggiungono livelli di 2 milligrammi/litro. Nel 2010, 128 comuni italiani, tra cui ovviamente Velletri, hanno registrato valori di arsenico nell’acqua per uso domestico superiori ai limiti consentiti (10 microgrammi/litro), con punte di circa 50 microgrammi/litro in alcune città.

Il livello di arsenico delle falde acquifere cittadine è quindi realisticamente rimasto costante negli anni. Ma nel frattempo, i rischi legati alla presenza di arsenico nelle acque potabili sono stati studiati più a fondo, fornendo nuove indicazioni sulla sua tossicità.”

-      -Quanto è pericoloso l’arsenico?

“L’arsenico è stato considerato un cancerogeno in seguito a diversi studi effettuati su popolazioni esposte a livelli elevati di questo metallo nelle acque. È stato dimostrato un aumento di tumori ai polmoni, alla vescica e al rene in seguito all’esposizione “cronica” (legata cioè all’assunzione quotidiana o all’uso per la cottura dei cibi di acqua contaminata) a concentrazioni di arsenico superiori a 150-200 microgrammi/litro. Al contrario, i dati relativi a concentrazioni più basse di arsenico, inferiori a 100 microgrammi/litro, come nel nostro caso, non sono altrettanto sicuri ed attendibili.”

-     -In base a cosa è stato stabilito il valore limite di arsenico nell’acqua? In questo contesto, quindi, quanto è elevato il livello di arsenico nelle acque cittadine?

“Il valore registrato al pozzo di Le Corti il 24 gennaio 2011 è di 20,4 microgrammi/litro, in pratica il doppio del parametro massimo stabilito più di dieci anni fa dall’Unione Europea.

La decisione comunitaria di abbassare il precedente livello-soglia (50 microgrammi/litro) è figlia di due principali considerazioni:

1) studi più recenti hanno dimostrato, anche se solo parzialmente, che l’arsenico può risultare tossico anche a concentrazioni inferiori a 100 microgrammi/litro;

2) il meccanismo con cui l’arsenico provoca danni nell’organismo è, al momento, poco chiaro.

I nuovi dati sulla minima dose tossica e la mancanza di certezze sul meccanismo d’azione dell’arsenico hanno impedito una stima precisa del rischio a basse dosi. Si è quindi deciso, a scopo cautelativo, di abbassare ulteriormente la soglia.”

-      -I cittadini di Velletri devono preoccuparsi?

“Parlare di “emergenza sanitaria” è probabilmente esagerato in base livello di arsenico registrato nelle acque veliterne, anche se, va detto e ribadito, inaccettabile dal punto di vista legislativo. Sicuramente, esiste un potenziale “rischio a lungo termine” che, a mio parere, è più che sufficiente a giustificare le pressioni della popolazione per ottenere una soluzione rapida (se di rapida si può ancora parlare) del problema.”

 

Come Giovani Democratici ci sentiamo, pertanto, di tranquillizzare la cittadinanza invitandola a non cedere agli allarmismi, adottando le buone pratiche e le regole spiegate ragionevolmente e con coscienza. Allo stesso tempo, ci associamo alla richiesta di rapido intervento di tutte le forze politiche intervenute sul tema, in particolare a quella del sindaco Fausto Servadio e dell’Assessore Sergio Andreozzi affinché il gestore Acea ATO2 doti il Pozzo Le Corti, unico ancora a presentare valori oltre i limiti di legge, delle soluzioni tecniche necessarie a ripristinare il normale approvvigionamento.

 

Giovani Democratici Velletri, 11 febbraio 2013.

Ultima modifica il Lunedì, 11 Febbraio 2013 22:16
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